Claudio Tirinnanzi Un piccolo spazio, libero.

16dic/15Off

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16mag/14Off

Marco Colangelo: A Firenze non so rinunciare perché mi appartiene

marcocolangeloSe lo slogan può tradire una certa assenza di modestia, la persona rappresenta ciò che più lontano possa esserci. Marco Colangelo, di origini pugliesi, si trasferisce giovanissimo in Toscana, tra Prato e Firenze, e qui compie il suo percorso di crescita personale e culturale, che negli anni lo porterà, con il solo aiuto delle proprie forze, a costruirsi una professione nell’ambito degli eventi e spettacoli culturali per i ragazzi ed i giovani, che non avrebbe potuto realizzarsi se non vi fosse stata alla base una grande generosità d’animo ed una grande passione per le bellezze della vita. Ma siccome non si campa di solo lavoro… sin da giovanissimo affianca alla sua professione la passione per la politica, militando nel Partito Socialista Italiano corrente lombardiana. Una militanza nella cosiddetta seconda linea, quella operativa che spesso è più ardua della prima. Poi il passaggio alla Sinistra DS, segretario della sezione “Sandro Pertini”. E poi la fondazione del Partito Democratico, l’incarico di coordinatore cittadino per il quartiere 2 fino alle primarie del 2009 che videro candidato (vincitore) sindaco Matteo Renzi. E poi nel 2009 il “salto” alla prima linea, con la candidatura a Consigliere per il Quartiere 2 cittadino, dove è eletto e per cinque anni può portare tutta la sua esperienza professionale al servizio della cittadinanza come Presidente della Commissione politiche giovanili. Al centro della sua attività la creatività giovanile, l’aggregazione, l’associazionismo, cercando di portare attenzione sui bisogni dei ragazzi, attivandosi per trovare loro “spazi” dove coltivare le proprie passioni. Uno sguardo al futuro ma con una particolare attenzione al passato: sia nella sua professione che nell’attività politica ha dato vita ed ha portato avanti, assieme all’ANPI ed a molti docenti di scuole medie e superiori, numerosi progetti su “giovani e memoria”, consapevole che non ci sia un futuro migliore se si ignorano gli errori del passato.

20ott/11Off

Le Bellissime italiane

12gen/11Off

LE SCUOLE SI PRESENTANO

Ritorna “Le Scuole si presentano”. L’appuntamento con l’edizione numero quattordici della rassegna di orientamento scolastico è al Saschall di lungarno Moro, venerdì 14 e sabato 15 gennaio dalle 10 alle 19, ingresso libero. Organizzata dal Quartiere 2 in collaborazione con l’assessorato comunale all’Istruzione, l’iniziativa offre due giornate di incontro e informazione tra gli istituti scolastici, i ragazzi della scuola dell’obbligo e le loro famiglie, per fare chiarezza tra le numerose offerte formative e orientarsi nelle scelte di studio future. Saranno presenti oltre 40 scuole superiori fiorentine e del suo comprensorio, dai licei agli istituti tecnici e professionali fino agli istituti alberghieri e al conservatorio Cherubini. Ciascuna scuola si presenta in uno stand dove insegnanti e operatori qualificati forniranno alle famiglie e ai ragazzi materiale informativo sulle attività dell’istituto e progetti e convenzioni con altri istituti europei. Il successo de “Le scuole si presentano”, che conta ogni anno circa 6000 presenze, è originato dalla crescente differenziazione e complessità dell’offerta formativa che ha portato dei cambiamenti nella scuola e una forte domanda di informazione da parte delle famiglie. Da segnalare la partecipazione dei centri di formazione professionale del Comune e del Servizio di Orientamento della Provincia che svolgono un importante ruolo contro la dispersione scolastica e per migliorare la qualificazione professionale. L’accoglienza del pubblico è affidata ai ragazzi degli istituti ad indirizzo turistico/alberghiero Saffi e Buontalenti che, guidati dei loro insegnanti, organizzeranno dei buffet per i visitatori.
All’interno della manifestazione ci sarà un incontro di approfondimento di alcuni temi con la tavola rotonda “Quale scuola per il futuro?” venerdì 14 gennaio alle 10 presso la saletta incontri del Saschall a cui prenderanno parte Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’Istruzione del comune di Firenze e i dirigenti scolastici Masimo Batoni, Giancarlo Fegatelli, Paolo Collini, Lucia Anna Calogero, Elisabetta Bonalumi. Introdurranno Gianluca Paolucci e Marco Colangelo, rispettivamente Presidente del Quartiere 2 e Presidente della Commissione Politiche Giovanili. Info, 055 2767837/7853.

7gen/11Off

PADDY CAMPBELL – MOMENTS IN TIME

21set/10Off

Buon viaggio

La notizia non mi ha dispiaciuto. Sono sereno. Perché due persone che si amano si sono ritrovate: deve essere stato tremendo stare separati. Buon viaggio nuovamente assieme a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.

3set/10Off

ALLA SCOPERTA DELLE NUVOLE: UN RICODO DI HUGO PRATT

Corto Maltese visto da Enrico MartelloniC’è un tempo per tutto nella vita, anche per sognare. Lasciarsi trasportare dalle emozioni fino a non distinguere più quella sottile linea di delimitazione tra fantasia e realtà. Ci lasciamo cullare, facciamo viaggi infiniti, alle volte fuggiamo e poi d’improvviso ci ritroviamo a guardare il presente e ci sembra di essere caduti dalle nuvole. Un poco come Corto Maltese (“Cado spesso un poco dalle nuvole”) in Favola a Venezia, uno dei più celebri e arcani lavori diHugo Pratt, forse il più grande Maestro del disegno italiano, la cui vita è stata caratterizzata da lunghe permanenze in Sudamerica.
Pratt scompariva il venti agosto di quindici anni fa ma la sua opera, il suo personaggio più famoso, è la testimonianza diretta che la vita può essere lunga quanto un sogno, ricca di conoscenze, incontri. Corto Maltese è la sintesi di tutto ciò: un antieroe solitario, mai domo di nuove scoperte, conoscitore di culture iniziatiche, religiose, di terre remote, amico dei più importanti avventurieri, scrittori e paraculi dei primi del novecento in poi.
Corto, ovvero Hugo, è un sognatore. Si lascia spesso trasportare dalla fantasia e la vita, con le sue avventure, i suoi luoghi misteriosi ed affascinanti, scorre al suo fianco attraendolo ma senza catturarlo. Ad ogni scoperta corrisponde un nuovo viaggio. Un cammino lungo, un accrescimento della propria conoscenza, un continuo miglioramento. Questo è lo spirito guida che accompagna il capitan Corto, lo stesso spirito di perfezionamento che ha caratterizzato la vita del suo autore. E non poteva essere diversamente dato che Pratt è stato uno dei più illustri massoni dell’ultimo secolo. Egli è stato iniziato nella Loggia veneziana Hermes dellaGran Loggia d’Italia e non ne ha mai fatto mistero: è proprio durante i lavori della Hermes che Corto, cadendo da un lucernaio realmente esistente nel tempio, irrompe bruscamente in “Favola a Venezia”. Non deve stupire, poiché nel novecento molti artisti noti hanno scelto di appartenere alla massoneria, come ad esempio Totò, Gino Cervi, Oliver Hardy o John Wayne.

Claudio Tirinnanzi

Fonte: http://www.pensalibero.it/Dettaglio.asp?IDNotizia=5454

L'immagine di Corto Maltese è disegnata da Enrico Martelloni

9ago/10Off

Camillo Cavour, duecento anni dalla nascita. Grandezza del personaggio. Attualità dell’insegnamento.

Camillo Benso conte di Cavour (Torino, 10 agosto 1810-6 giugno 1861) è stato l’artefice politico dell’unità d’Italia.

Economista, giornalista, fu fondatore, con Cesare Balbo, e direttore del giornale Il Risorgimento; e poi, negli anni tra il 1852 e il 1861, capo del governo del Regno di Sardegna. La politica ecclesiastica (Libera Chiesa in libero Stato), la politica istituzionale (con l’interpretazione parlamentare dello Statuto), quella economica accompagnata dalla costruzione di fondamentali opere pubbliche (trattati commerciali con i Paesi europei, linee ferroviarie, canali d’irrigazione, sistema carcerario), la politica estera (alleanza con Francia ed Inghilterra, guerra di Crimea, congresso di Parigi, seconda guerra dell’indipendenza italiana), una politica interna di alleanze (connubio con la sinistra moderata di Urbano Rattazzi, collaborazione con la Società Nazionale di Giuseppe La Farina, Daniele Manin, Giuseppe Garibaldi, Ferdinando Bartolommei) furono i pilastri della sua attività politica, della sua opera eccezionale che condusse alla realizzazione di uno Stato nazionale indipendente, unito e libero, con la proclamazione, nel marzo 1861, di Vittorio Emanuele II di Savoia Re d’Italia.

Preziosa la sua cultura europea, alimentata da influenze ginevrine ed inglesi; straordinario il suo senso dello Stato, che lo qualifica, insieme al Bismarck, il migliore statista europeo dell’Ottocento; razionale e pragmatica la sua geniale attività politica. Cavour è stato – ed è ancora – più stimato che amato.

A Firenze un monumento a lui dedicato – anche questo, per la verità, sconosciuto al largo pubblico - si trova nell’atrio della Banca d’Italia, in via dell’Oriuolo. E’ opera dello scultore Augusto Rivalta, che rappresenta lo statista piemontese seduto, in atteggiamento meditativo, al di fuori dei canoni consueti alla ritrattistica ufficiale, con un tipo di realismo che infonde all’immagine una monumentalità forse superiore a quella espressa da altre rappresentazioni più “celebrative” del politico piemontese.

Primato della politica, laicità dello Stato, ruolo ed importanza del Parlamento, cultura del dubbio, metodo della critica, del dibattito e delle alleanze, sono caratteristiche che rendono attuale la storia, la personalità, l’insegnamento del Cavour.

Ci sono ottimi libri che raccontano questo nostro grande: la “Vita di Cavour” di Rosario Romeo, il “Cavour” di Luciano Cafagna, la “Vita di Cavour” di Giorgio Dell’Arti, il recentissimo “Cavour” di Adriano Viarengo – per citare solo alcuni tra i principali, tutt’oggi nelle librerie – sono letture che vorrei raccomandare agli amici di Pensalibero, ai cittadini italiani.

Qui fa piacere riportare le ultime parole (che certo – spero – molti conosceranno) del grande liberale, dette al Re Vittorio Emanuele, venuto a visitarlo sul letto di morte: “Ho molte cose da comunicare a Vostra Maestà, molte carte da mostrarle, ma sono troppo ammalato, le manderò Farini (Luigi Carlo Farini, fedele collaboratore politico, scienziato e medico, n.d.r.) che le parlerà di tutto in particolare… niente stato d’assedio, nessun mezzo di governo assoluto, tutti son buoni a governare con lo stato d’assedio… Garibaldi è un galantuomo, io non gli voglio alcun male. Egli vuole andare a Roma e a Venezia, e anch’io: nessuno ne ha più fretta di noi. Quanto all’Istria e al Tirolo è un'altra cosa. Sarà il lavoro di un’altra generazione. Noi abbiamo fatto abbastanza; noialtri:  abbiam fatto l’Italia, si, l’Italia, e la cosa va…”.  E al sacerdote, padre Giacomo da Poirino, che gli impartì i sacramenti “senza esigere – scrive Indro Montanelli – alcuna ritrattazione” delle sue idee, ripeté ancora: “… frate, frate, libera Chiesa in libero Stato”.

Adalberto Scarlino


9mag/100

VOLLEY, DERBY BELLISSIMO: FIRENZE GIOCA UNA GRANDE PARTITA, SAN CASCIANO VOLA AI PLAY-OFF COME SECONDA!

Una delle più belle partite di pallavolo dell’anno tra una squadra già sicura dei play-off e l’altra che alla luce della prestazione di ieri, si merita pienamente la salvezza acquisita con molte giornate d’anticipo. Firenze parte col piede sul freno ma è bravissima ad accelerare sulle lacune dell’Azzurra: ricezione e ricostruzione del gioco. Il Bisonte riesce a far punto con una ritrovata Secchi e come sempre dal centro mentre David fa fatica a trovare una soluzione vincente. Anche il muro non altissimo della Cpf, diventa più invalicabile dell’ex cortina di Berlino. Le Fiorentine ringraziano e le mani d’orate della Ranieri, ‘donna match’ di questo derby e si aggiudicano il primo parziale col punteggio di 25-21. Purtroppo per lei e la Cpf dall’altra parte c’è una ‘signora’ della pallavolo che si chiama Francesca Vannini che riesce miracolosamente a innescare le armi più in ‘palla’ del Bisonte. “Miracolosamente” perché si fa fatica a ricordare palle pulite arrivate al capitano dell’Azzurra. La partita si gioca punto a punto e ci vuole tutta la classe del cigno di Certaldo, Guerrini, per avere la meglio della compagine allenata da Barbara Biagi. Il punteggio di 25 a 22 ne è lo specchio fedele. Terzo set senza storia, con il turno iniziale di battuta della Guerrini e della reginetta De Fonzo che hanno fatto la differenza, insieme ad una magia di seconda della Vannini, chapeau di tutto il palazzetto, e set che s’incanala verso un facile 25-20. Benino col passare di minuti Di Tomaso, subentrata al posto di David, autrice dei due punti che hanno chiuso il terzo parziale (anche se in battuta e in ricezione la prova dell’ex Figurella non è stata sicuramente sufficiente). Nel quarto parziale il copione del film non cambia, partita equilibrata con Martilotti e Orazi che trovano delle voragini nella difesa delle padroni di casa riuscendo a passare con una certa facilità. Dopo il 7 – 9, Il Bisonte reagisce con lo spirito della squadra che non vuole mollare il secondo posto: doppio ace di Secchi e San Casciano torna a comandare. Il ritmo cala, Zago cresce, la partita finisce. Una sfida vera, un derby sentito e due verdetti: il lavoro straordinario di Barbara Biagi che ha costruito una squadra solo da applausi. La metamorfosi dell’Orazi, modesta giocatrice all’inizio stagione ad autentico martello in questo finale di campionato ne è la prova. Con lei è cresciuta tutta la squadra. Inutile fare altre nomi ma vanno sottolineati i numerosi muri della Buono sull'opposto Zago (tra le due giocatrici ci saranno quasi 20 centimetri), un’ulteriore conferma dei meccanismi perfetti della Cpf. Il Bisonte, invece, criticato ed elogiato nell’arco della stagione riesce ad ottenere il secondo posto del girone. Il biglietto dei play-off è staccato, non resta che volare in Serie A. Ora Forza Bisonte, è ora di calpestare le avversarie e assicurarsi un posto in Paradiso. L’appuntamento è per sabato a San Casciano contro San Severino alle ore 18. Noi ci saremo e voi?!  La reginetta De Fonzo è entusiasta: “Ora inizia un altro campionato, noi lotteremo: parola de Il Bisonte”.

Lorenzo Mossani
da 055news.it

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6mag/100

Consegnato il Premio Siena Artemio Franchi 2010

Nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala di Siena si è celebrata martedì 4 maggio 2010 la diciannovesima edizione del premio “Siena Artemio Franchi”, assegnato ogni due anni dalla Fondazione Artemio Franchi e dalla Sezione AIA di Siena.

Il Premio,  nato trentacinque anni fa ad opera di Loris Guiggiani e dal 1983 dedicato ad Artemio Franchi, promosso dalla Fondazione e dalla Sezione di Siena in collaborazione con lo Studio Ghiretti e col contributo del Monte dei Paschi di Siena e dalla Cristalleria Mario Cioni, è uno tra i più ambiti riconoscimenti del mondo sportivo italiano ed anche questa edizione ha visto salire sul palco nomi di spicco. Il più atteso è stato quello di Johan Cruyff, storico “profeta del gol”, seguito dal capitano della Fiorentina per eccellenza, Giancarlo Antognoni. Inoltre, l’ambito riconoscimento è andato a due importanti personaggi legati indissolubilmente al mondo del calcio, ovvero il Presidente della LND Carlo Tavecchio e la storica voce della nazionale Bruno Pizzul.

Il premio dedicato agli “altri sport”, quest’anno modellato per l’occasione dalla Cristalleria Mario Cioni su immagine di una palla da volley, è andato a Jenny Barazza, colonna portante della Nazionale di volley femminile.

I tradizionali riconoscimenti destinati alla categoria arbitrale per l’edizione 2010 sono stati assegnati a Gianluca Rocchi , dal 2003 fischietto del massimo campionato di Serie A e da tempo anche arbitro internazionale, e a Roberto Rizzo , 26enne direttore di gara della Sezione Arbitri di Siena.

La manifestazione, condotta da Stefano BizzottoLinda Collini, è stata una occasione per ricordare ancora una volta la figura di Artemio Franchi,  uno dei più grandi personaggi della storia del mondo del calcio. Molte le sfaccettature, gli aneddoti, le storie che hanno reso omaggio alla figura del “dottore”, che più di ogni altri ha saputo unire Guelfi e Ghibellini – non è un caso se gli stadi di Firenze e di Siena si chiamano entrambi Artemio Franchi – ed i contradaioli delle storiche rivali della Torre e dell’Oca.

Tra il numeroso pubblico intervenuto, figure di spicco del mondo federale ed arbitrale e rappresentanze delle società sportive più prestigiose nonché delle istituzioni civili senesi e toscane. Assente per importanti impegni istituzionali, non ha mancato di far sentire il suo appoggio e la sua vicinanza il presidente federale Giancarlo Abete, che della Fondazione Artemio Franchi è stato per anni presidente.

Claudio Tirinnanzi
da artemiofranchi.it

Un piccolo profilo di Artemio Franchi. La sua carriera inizia nel 1944 al ritorno dalla guerra, quale giovane Arbitro di Calcio per approdare a Segretario della sezione Arbitri di Firenze nel 1945-1950 e successivamente Segretario delle A.C. Firorentina tra il 1951  e il 1952. Questa esperienza lo lancio’ nella carriera di Dirigente sportivo. Tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta ricopri’ incarichi prestigiosi nel mondo del Calcio creando le premesse, dal 1967, per essere chiamato alla Presidenza della F.I.F.A., la potente Federazione Mondiale del Calcio di cui sicuramente sarebbe stato nominato Presidente se la morte prematura non ce lo avesse sottratto in quel tragico 12 Agosto 1983.