Metti una sera a cena con Paolo Hendel e la Fondazione Turati

Cari amici, prendete nota di questo appuntamento. Sarà una serata che unirà divertimento e approfondimento di un tema cruciale in Italia e a Firenze in particolare, la condizione degli anziani.  La Fondazione Turati, che mi onoro di presiedere, è molto impegnata su questo fronte. Per questo promuove la presentazione del libro di Paolo Hendel. Per ora, basta. Altre notizie in seguito. Aggiungo solo che il 25 settembre è vicino, che i posti disponibili sono poco più di 200 e che, dunque, è bene affrettarsi. Dunque, se non volete perdere l’occasione, prenotatevi subito al numero 055 5324500 , comunicandoci in quanti sarete, in modo da potervi disporre allo stesso tavolo. Un caro saluto,

Nicola Cariglia

https://www.fondazioneturati.it/cena-paolo-hendel-la-fondazione-turati/

Ogni giorno che passa è diverso da quello precedente

Ogni giorno che passa è diverso da quello precedente. È una consapevolezza che acquisiamo metabolizzandone gli avvenimenti. Alle volte incomprensibili. Ma che ci portano sempre a sperare in un domani migliore. Spesso però non ci impegniamo affinché questo domani sia migliore. Ci fermiamo, cerchiamo di capire – cosa giustissima – l’oggi e perfino l’ieri. Il limite sta nel cercare di capire il passato in funzione del passato quando invece la più grande lezione che dovremmo imparare a fare nostra è che dal passato non si può che crescere senza dimenticare. La vita altro non è che un susseguirsi di forti emozioni, belle o brutte, desiderate o non volute. Spesso vi rimaniamo increduli e, per quanto lo si tenti, non si riesce a trovarne i perché o i percome. Chi non sogna non vive, chi vive sogna. Chi non vive rinuncia al sogno.

 

Giorno nuovo, mutati versi

cresce in me la consapevolezza.

Oggi sono, ieri ero, domani sarò.

Sarò ciò che sarà giusto ch’io sia

per essere pienamente Io.

Non rimpiango ciò che sono stato

tanto meno rinnego quel che ho fatto.

Giorno dopo giorno proseguo il mio viaggio.

Nella valigia tutto trova spazio.

Cose che mi davano piacere e cose che mi han dato tristezza.

Le serberò lì dentro oltre che nel mio cuore

e costituiranno il patrimonio più prezioso.

Le guardo ancora, un poco, ci sono affezionato.

Cosa mi aspetta domani?

C’è sempre una paura nel chiudere gli occhi

e c’è sempre una gioia nel riaprirli.

E continuerò a riempire la mia valigia.

Claudio Tirinnanzi

La normativa europea che “sconfina” il turismo

Dalle Alpi alla Sicilia, traversando la maremma toscana, e chi più vuol spostarsi si sposti. Questa è l’Italia, il bel paese per antonomasia, con la sua millenaria e mediterranea cultura, la sua storia, i suoi capolavori artistici ed architettonici. In un sistema così strutturato sono molte le professionalità che trovano la propria ragion d’essere nel turismo. Ed in particolar modo la guida turistica si pone, da sempre, ad esercitare un prezioso ruolo di collettore tra territorio e visitatore.

Ma si sa, la globalizzazione oramai è tema non dominante ma integrante della nostra quotidianità. E così non siamo più fiorentini, toscani o italiani, siamo europei. Con i suoi pro, tutti ancora forse da definire, ed i suoi tanti contro. E spesso questi pro viaggiano, eredità non rifiutabile, verso il nostro – ed altri – paese come tornado impazziti. Ed ecco che arriva la direttiva europea, recepita con i consueti due anni di ritardo dal nostro governo, che istituisce una guida turistica nazionale al posto di quella provinciale. Ancora con le province, si dirà. Ma ad un turista in visita nella ducale Mantova, piuttosto che nella rinascimentale Firenze, interessa ammirare le opere d’arte ma anche – come ha scritto Fabrizio Binacchi su queste pagine – apprezzare i gusti del territorio, conoscerne le curiosità. Ma se domani dovessero incappare in una guida fiorentina alla scoperta di Siracusa, siamo certi che tutto ciò sarebbe realizzabile? Sicuramente il nostro bel paese qualche colpo lo perderebbe.

Andando a far le pulci alla normativa recepita dal Mibact, l’ex ministero della Cultura per dirla con le parole di sempre, si scopre poi che la beffa è ulteriormente dietro l’angolo. Si scopre infatti che non solo non si ragionerà più zone ma, giusto per non farsi mancare nulla, per siti: musei, gallerie, palazzi, chiese. Per ciascuno di essi verrà stilata una lista di proscrizione, della serie tu si tu no. Chiaramente, stante il ritardo, le regole sono ancora ben lungi dall’essere definite. Molti gli interrogativi. Ad esempio, una guida europea potrà operare indiscriminatamente in tutti i siti di territori dove già oggi le guide turistiche hanno sostenuto selettivi esami di abilitazione alla professione? E poi, ma tutte quelle guide turistiche così dette abilitate, potranno esercitare in suddetti siti o dovranno a loro volta sostenere nuovi esami? Il tutto senza tenere in considerazione due altri problemi della professione che poi comunque ricadono sul visitatore: l’abusivismo galoppante ed il ricorso ai “guardiani” dei siti come accompagnatori. Quale professionalità? Sicuramente non siamo al momento in grado di poter esprimere una posizione ben precisa sull’argomento, ma possiamo tranquillamente sostenere che il turismo in Italia merita molto di più.

Claudio Tirinnanzi

Pubblicato su Pensalibero.it

Marco Colangelo: A Firenze non so rinunciare perché mi appartiene

marcocolangeloSe lo slogan può tradire una certa assenza di modestia, la persona rappresenta ciò che più lontano possa esserci. Marco Colangelo, di origini pugliesi, si trasferisce giovanissimo in Toscana, tra Prato e Firenze, e qui compie il suo percorso di crescita personale e culturale, che negli anni lo porterà, con il solo aiuto delle proprie forze, a costruirsi una professione nell’ambito degli eventi e spettacoli culturali per i ragazzi ed i giovani, che non avrebbe potuto realizzarsi se non vi fosse stata alla base una grande generosità d’animo ed una grande passione per le bellezze della vita. Ma siccome non si campa di solo lavoro… sin da giovanissimo affianca alla sua professione la passione per la politica, militando nel Partito Socialista Italiano corrente lombardiana. Una militanza nella cosiddetta seconda linea, quella operativa che spesso è più ardua della prima. Poi il passaggio alla Sinistra DS, segretario della sezione “Sandro Pertini”. E poi la fondazione del Partito Democratico, l’incarico di coordinatore cittadino per il quartiere 2 fino alle primarie del 2009 che videro candidato (vincitore) sindaco Matteo Renzi. E poi nel 2009 il “salto” alla prima linea, con la candidatura a Consigliere per il Quartiere 2 cittadino, dove è eletto e per cinque anni può portare tutta la sua esperienza professionale al servizio della cittadinanza come Presidente della Commissione politiche giovanili. Al centro della sua attività la creatività giovanile, l’aggregazione, l’associazionismo, cercando di portare attenzione sui bisogni dei ragazzi, attivandosi per trovare loro “spazi” dove coltivare le proprie passioni. Uno sguardo al futuro ma con una particolare attenzione al passato: sia nella sua professione che nell’attività politica ha dato vita ed ha portato avanti, assieme all’ANPI ed a molti docenti di scuole medie e superiori, numerosi progetti su “giovani e memoria”, consapevole che non ci sia un futuro migliore se si ignorano gli errori del passato.

LE SCUOLE SI PRESENTANO

Ritorna “Le Scuole si presentano”. L’appuntamento con l’edizione numero quattordici della rassegna di orientamento scolastico è al Saschall di lungarno Moro, venerdì 14 e sabato 15 gennaio dalle 10 alle 19, ingresso libero. Organizzata dal Quartiere 2 in collaborazione con l’assessorato comunale all’Istruzione, l’iniziativa offre due giornate di incontro e informazione tra gli istituti scolastici, i ragazzi della scuola dell’obbligo e le loro famiglie, per fare chiarezza tra le numerose offerte formative e orientarsi nelle scelte di studio future. Saranno presenti oltre 40 scuole superiori fiorentine e del suo comprensorio, dai licei agli istituti tecnici e professionali fino agli istituti alberghieri e al conservatorio Cherubini. Ciascuna scuola si presenta in uno stand dove insegnanti e operatori qualificati forniranno alle famiglie e ai ragazzi materiale informativo sulle attività dell’istituto e progetti e convenzioni con altri istituti europei. Il successo de “Le scuole si presentano”, che conta ogni anno circa 6000 presenze, è originato dalla crescente differenziazione e complessità dell’offerta formativa che ha portato dei cambiamenti nella scuola e una forte domanda di informazione da parte delle famiglie. Da segnalare la partecipazione dei centri di formazione professionale del Comune e del Servizio di Orientamento della Provincia che svolgono un importante ruolo contro la dispersione scolastica e per migliorare la qualificazione professionale. L’accoglienza del pubblico è affidata ai ragazzi degli istituti ad indirizzo turistico/alberghiero Saffi e Buontalenti che, guidati dei loro insegnanti, organizzeranno dei buffet per i visitatori.
All’interno della manifestazione ci sarà un incontro di approfondimento di alcuni temi con la tavola rotonda “Quale scuola per il futuro?” venerdì 14 gennaio alle 10 presso la saletta incontri del Saschall a cui prenderanno parte Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’Istruzione del comune di Firenze e i dirigenti scolastici Masimo Batoni, Giancarlo Fegatelli, Paolo Collini, Lucia Anna Calogero, Elisabetta Bonalumi. Introdurranno Gianluca Paolucci e Marco Colangelo, rispettivamente Presidente del Quartiere 2 e Presidente della Commissione Politiche Giovanili. Info, 055 2767837/7853.

Buon viaggio

La notizia non mi ha dispiaciuto. Sono sereno. Perché due persone che si amano si sono ritrovate: deve essere stato tremendo stare separati. Buon viaggio nuovamente assieme a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.

ALLA SCOPERTA DELLE NUVOLE: UN RICORDO DI HUGO PRATT

Corto Maltese visto da Enrico MartelloniC’è un tempo per tutto nella vita, anche per sognare. Lasciarsi trasportare dalle emozioni fino a non distinguere più quella sottile linea di delimitazione tra fantasia e realtà. Ci lasciamo cullare, facciamo viaggi infiniti, alle volte fuggiamo e poi d’improvviso ci ritroviamo a guardare il presente e ci sembra di essere caduti dalle nuvole. Un poco come Corto Maltese (“Cado spesso un poco dalle nuvole”) in Favola a Venezia, uno dei più celebri e arcani lavori diHugo Pratt, forse il più grande Maestro del disegno italiano, la cui vita è stata caratterizzata da lunghe permanenze in Sudamerica.
Pratt scompariva il venti agosto di quindici anni fa ma la sua opera, il suo personaggio più famoso, è la testimonianza diretta che la vita può essere lunga quanto un sogno, ricca di conoscenze, incontri. Corto Maltese è la sintesi di tutto ciò: un antieroe solitario, mai domo di nuove scoperte, conoscitore di culture iniziatiche, religiose, di terre remote, amico dei più importanti avventurieri, scrittori e paraculi dei primi del novecento in poi.
Corto, ovvero Hugo, è un sognatore. Si lascia spesso trasportare dalla fantasia e la vita, con le sue avventure, i suoi luoghi misteriosi ed affascinanti, scorre al suo fianco attraendolo ma senza catturarlo. Ad ogni scoperta corrisponde un nuovo viaggio. Un cammino lungo, un accrescimento della propria conoscenza, un continuo miglioramento. Questo è lo spirito guida che accompagna il capitan Corto, lo stesso spirito di perfezionamento che ha caratterizzato la vita del suo autore. E non poteva essere diversamente dato che Pratt è stato uno dei più illustri massoni dell’ultimo secolo. Egli è stato iniziato nella Loggia veneziana Hermes dellaGran Loggia d’Italia e non ne ha mai fatto mistero: è proprio durante i lavori della Hermes che Corto, cadendo da un lucernaio realmente esistente nel tempio, irrompe bruscamente in “Favola a Venezia”. Non deve stupire, poiché nel novecento molti artisti noti hanno scelto di appartenere alla massoneria, come ad esempio Totò, Gino Cervi, Oliver Hardy o John Wayne.

Claudio Tirinnanzi

Fonte: http://www.pensalibero.it/Dettaglio.asp?IDNotizia=5454

L’immagine di Corto Maltese è disegnata da Enrico Martelloni

Camillo Cavour, duecento anni dalla nascita. Grandezza del personaggio. Attualità dell’insegnamento.

Camillo Benso conte di Cavour (Torino, 10 agosto 1810-6 giugno 1861) è stato l’artefice politico dell’unità d’Italia.

Economista, giornalista, fu fondatore, con Cesare Balbo, e direttore del giornale Il Risorgimento; e poi, negli anni tra il 1852 e il 1861, capo del governo del Regno di Sardegna. La politica ecclesiastica (Libera Chiesa in libero Stato), la politica istituzionale (con l’interpretazione parlamentare dello Statuto), quella economica accompagnata dalla costruzione di fondamentali opere pubbliche (trattati commerciali con i Paesi europei, linee ferroviarie, canali d’irrigazione, sistema carcerario), la politica estera (alleanza con Francia ed Inghilterra, guerra di Crimea, congresso di Parigi, seconda guerra dell’indipendenza italiana), una politica interna di alleanze (connubio con la sinistra moderata di Urbano Rattazzi, collaborazione con la Società Nazionale di Giuseppe La Farina, Daniele Manin, Giuseppe Garibaldi, Ferdinando Bartolommei) furono i pilastri della sua attività politica, della sua opera eccezionale che condusse alla realizzazione di uno Stato nazionale indipendente, unito e libero, con la proclamazione, nel marzo 1861, di Vittorio Emanuele II di Savoia Re d’Italia.

Preziosa la sua cultura europea, alimentata da influenze ginevrine ed inglesi; straordinario il suo senso dello Stato, che lo qualifica, insieme al Bismarck, il migliore statista europeo dell’Ottocento; razionale e pragmatica la sua geniale attività politica. Cavour è stato – ed è ancora – più stimato che amato.

A Firenze un monumento a lui dedicato – anche questo, per la verità, sconosciuto al largo pubblico – si trova nell’atrio della Banca d’Italia, in via dell’Oriuolo. E’ opera dello scultore Augusto Rivalta, che rappresenta lo statista piemontese seduto, in atteggiamento meditativo, al di fuori dei canoni consueti alla ritrattistica ufficiale, con un tipo di realismo che infonde all’immagine una monumentalità forse superiore a quella espressa da altre rappresentazioni più “celebrative” del politico piemontese.

Primato della politica, laicità dello Stato, ruolo ed importanza del Parlamento, cultura del dubbio, metodo della critica, del dibattito e delle alleanze, sono caratteristiche che rendono attuale la storia, la personalità, l’insegnamento del Cavour.

Ci sono ottimi libri che raccontano questo nostro grande: la “Vita di Cavour” di Rosario Romeo, il “Cavour” di Luciano Cafagna, la “Vita di Cavour” di Giorgio Dell’Arti, il recentissimo “Cavour” di Adriano Viarengo – per citare solo alcuni tra i principali, tutt’oggi nelle librerie – sono letture che vorrei raccomandare agli amici di Pensalibero, ai cittadini italiani.

Qui fa piacere riportare le ultime parole (che certo – spero – molti conosceranno) del grande liberale, dette al Re Vittorio Emanuele, venuto a visitarlo sul letto di morte: “Ho molte cose da comunicare a Vostra Maestà, molte carte da mostrarle, ma sono troppo ammalato, le manderò Farini (Luigi Carlo Farini, fedele collaboratore politico, scienziato e medico, n.d.r.) che le parlerà di tutto in particolare… niente stato d’assedio, nessun mezzo di governo assoluto, tutti son buoni a governare con lo stato d’assedio… Garibaldi è un galantuomo, io non gli voglio alcun male. Egli vuole andare a Roma e a Venezia, e anch’io: nessuno ne ha più fretta di noi. Quanto all’Istria e al Tirolo è un’altra cosa. Sarà il lavoro di un’altra generazione. Noi abbiamo fatto abbastanza; noialtri:  abbiam fatto l’Italia, si, l’Italia, e la cosa va…”.  E al sacerdote, padre Giacomo da Poirino, che gli impartì i sacramenti “senza esigere – scrive Indro Montanelli – alcuna ritrattazione” delle sue idee, ripeté ancora: “… frate, frate, libera Chiesa in libero Stato”.

Adalberto Scarlino