Claudio Tirinnanzi Un piccolo spazio, libero.

27apr/100

Riapre a Firenze il Museo Gino Bartali nel decennale della sua scomparsa

Il cinque maggio saranno cinque anni che il grande Ginettaccio ci ha lasciati. E finalmente, lasciate da parte le polemiche, riapre a Firenze il Museo a lui dedicato. Una buona notizia che avvia ufficialmente le celebrazioni del grande fiorentino.

bartali_1948Un po’ brontolone. Polemico a volte. Ma bonaccione. E con tanto animo. E fiorentino. Questo, nell’immaginario collettivo, il grande Ginettaccio. Campione di vita e di sport, le cui imprese si legano in maniera inscindibile agli eventi del nostro paese. Capace di mettere a rischio la propria vita per aiutare la resistenza così come di unire un popolo intero per un suo trionfo sportivo, scongiurando così una guerra civile.

Il cinque maggio saranno dieci anni esatti che Ginettaccio se ne è andato. E non possiamo poi dire che ci manca: in fondo è sempre tra di noi. Ovunque Ginettaccio è sinonimo di Firenze. E la sua Firenze non perde mai occasione per tributargli il giusto riconoscimento. Ma anche perbatti beccarsi.

E così è storia nota  la querelle creatasi attorno al Museo Gino Bartali di Ponte a Ema.

Non vogliamo entrare nel merito della questione, stabilire arbitrariamente chi fosse in ragione e chi in torno. Non conosciamo la realtà dei fatti e non vogliamo neppure enrarne nel merito. Riteniamo semplicemente la questione una macchia nella memoria di un grande campione.

Oggi, appresa la notizia che – grazie alla mediazione del vice sindaco di Firenze Dario Nardella e del presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani – il Museo ha riaperto finalmente al pubblico, siamo certi che da lassù Ginettaccio ci ha messo del suo. Sicuramente tra sé e sé, guardando le vicende fiorentine,  avrà pensato: che bischeracci. E ci avrà messo sicuramente del suo per mettere tutti d’accordo. In fondo questo sarà il suo anno. Un anno di festa. E oggi, come allora, tutti uniti attorno a Ginettaccio.

Basta con le polemiche. Evviva Gino Bartali!

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26apr/100

Un sorriso che vale più di un gol!

Cristiano e Maurizio. Due fratelli. Un sorriso. Una gioia. Nello sport. Nel calcetto. Sono loro i vincitori morali del primo torneo di calcio a cinque del Nido di Pippi. Cristiano e Maurizio. Due fratelli. “Figli” di Roberto. Grande e grosso. Perché grande e grosso è il suo cuore. E quello di sua moglie, Elisa. E grande e grossa è la loro capanna. Un grande Nido, il Nido di Pippi. Passato brevemente per questo mondo. Ma quanto è bastato per lasciare a Roberto e ad Elisa tanto amore. Per la vita. Per il prossimo. E così, assieme ai loro tre figli, hanno accolto nel loro nido Cristiano, Maurizio ed altri sei “figli”. Una grande famiglia. Che assieme ad altre famiglie hanno dato vita ad una associazione, il Nido di Pippi appunto. Nato perché a tutti possa essere garantito quel principio naturale e sacrosanto, che sembra ovvio ma ovvio non sempre è: avere un babbo ed una mamma. Queste famiglie vogliono, unite, diffondere questa straordinaria cultura dell’accoglienza e dare un supporto a tutte quelle famiglie che desiderano intraprendere il loro percorso. E vogliono anche sensibilizzare la classe politica, e stimolare un dibattito, perché queste famiglie possano essere agevolate nell’accoglienza di bambini, specialmente quando presentano disabilità. E, poiché i finanziamenti pubblici non sono mai sufficienti, organizzano eventi, manifestazioni, ritrovi e quanto altro di utile a reperire fondi per portare avanti la loro attività. Il Nido di Pippi, dunque, è una straordinaria esperienza di amore per la vita. Un esempio di coraggio, di animo e di volontà in un momento nel quale tutti i valori sembrano spazzati via, una piccola luce di speranza perché un mondo migliore sia possibile. A proposito: sabato scorso, come detto, si è svolto il primo torneo di calcio a cinque per il Nido di Pippi. E non ha importanza chi abbia vinto o perso, sul campo. Hanno vinto tutti, interiormente. Per due ore, tutti “figli” di una grande famiglia. Grazie Roberto!  p.s. chi volesse può approfondire visitando il sito oppure la pagina ufficiale dell’associazione su Facebook.

Pubblicato su 055news.it