Ogni giorno che passa è diverso da quello precedente

Ogni giorno che passa è diverso da quello precedente. È una consapevolezza che acquisiamo metabolizzandone gli avvenimenti. Alle volte incomprensibili. Ma che ci portano sempre a sperare in un domani migliore. Spesso però non ci impegniamo affinché questo domani sia migliore. Ci fermiamo, cerchiamo di capire – cosa giustissima – l’oggi e perfino l’ieri. Il limite sta nel cercare di capire il passato in funzione del passato quando invece la più grande lezione che dovremmo imparare a fare nostra è che dal passato non si può che crescere senza dimenticare. La vita altro non è che un susseguirsi di forti emozioni, belle o brutte, desiderate o non volute. Spesso vi rimaniamo increduli e, per quanto lo si tenti, non si riesce a trovarne i perché o i percome. Chi non sogna non vive, chi vive sogna. Chi non vive rinuncia al sogno.

 

Giorno nuovo, mutati versi

cresce in me la consapevolezza.

Oggi sono, ieri ero, domani sarò.

Sarò ciò che sarà giusto ch’io sia

per essere pienamente Io.

Non rimpiango ciò che sono stato

tanto meno rinnego quel che ho fatto.

Giorno dopo giorno proseguo il mio viaggio.

Nella valigia tutto trova spazio.

Cose che mi davano piacere e cose che mi han dato tristezza.

Le serberò lì dentro oltre che nel mio cuore

e costituiranno il patrimonio più prezioso.

Le guardo ancora, un poco, ci sono affezionato.

Cosa mi aspetta domani?

C’è sempre una paura nel chiudere gli occhi

e c’è sempre una gioia nel riaprirli.

E continuerò a riempire la mia valigia.

Claudio Tirinnanzi

Buon viaggio

La notizia non mi ha dispiaciuto. Sono sereno. Perché due persone che si amano si sono ritrovate: deve essere stato tremendo stare separati. Buon viaggio nuovamente assieme a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.

Ancora canti

La storia siamo noi. Dunque, è vero?!
Ricordo ancora nel mio angolo dei ricordi, quelli più tristi, una domenica (o sabato?) pomeriggio a casa di amici, la tristissima notizia. Io che giovanissimo mi ero “innamorato” di lei da pochi anni, che nulla sapevo di quello che era stata, di cosa aveva passato. Il 1992. E’ lanno del Festival, per me. E lei la prima donna. E quel giorno ho pianto. Ma non ero il solo. Non ho dimenticato. Sono passati 10 anni. Già! Passa il tempo, cavolo! Ed è già storia. E se questa donna è nella storia, voglio seguire la sua forza, la sua tenacia. Voglio vivere fino in fondo. Tu hai mollato. Non so se ti ami ancora. Adesso, certo, non ti scordo. Hai mollato, ed il perché è con te. E non ti giudicare. Ancora canti.

Claudio Tirinnanzi

Lacrime di guerra

c’era una volta una storia molto triste
di bambini donne e vecchi
di uomini come noi

e nella stessa storia c’erano altri
altri uomini come noi
altre donne come noi

e i bambini piangevano nel vento….

e tutto era grigio
e tutto era polvere
nel cuore del vecchio continente

e gli anni passarono
e le storie cambiarono
e molti dei bambini però continuarono a piangere nel vento

e raccontavano ai nuovi bambini come piangevano nel vento
e ricordavano il tono del pianto dei bambini che non piangono più
perché così hanno voluto delle gente come noi

e i bambini col progresso ascoltavano i pianti moderni del passato
e le mamme e i babbi non piangono come quei bambini , perchè?

e sono passati tanti e tanti anni
molti bambini hanno smesso di piangere
e sono andati a “giocare” con gli altri bambini

ma un ultimo bambino continua a piangere
e altri stanno seguendo il suo pianto
e altra gente come noi sta tornando a farli lacrimare

alle soglie del duemila
sulle porta del progresso
quei bambini tornano a piangere
e il pianto si disperde lontano lontano

e lassù anche i bambini che giocano smettono
e tornano a piangere
a piangere per noi

piangono perché il loro sacrificio non ci ha fatto capire nulla

e per sempre sentiremo il loro pianto
e non ci resterà unirsi a loro

Claudio Tirinnanzi