Marco Colangelo: A Firenze non so rinunciare perché mi appartiene

marcocolangeloSe lo slogan può tradire una certa assenza di modestia, la persona rappresenta ciò che più lontano possa esserci. Marco Colangelo, di origini pugliesi, si trasferisce giovanissimo in Toscana, tra Prato e Firenze, e qui compie il suo percorso di crescita personale e culturale, che negli anni lo porterà, con il solo aiuto delle proprie forze, a costruirsi una professione nell’ambito degli eventi e spettacoli culturali per i ragazzi ed i giovani, che non avrebbe potuto realizzarsi se non vi fosse stata alla base una grande generosità d’animo ed una grande passione per le bellezze della vita. Ma siccome non si campa di solo lavoro… sin da giovanissimo affianca alla sua professione la passione per la politica, militando nel Partito Socialista Italiano corrente lombardiana. Una militanza nella cosiddetta seconda linea, quella operativa che spesso è più ardua della prima. Poi il passaggio alla Sinistra DS, segretario della sezione “Sandro Pertini”. E poi la fondazione del Partito Democratico, l’incarico di coordinatore cittadino per il quartiere 2 fino alle primarie del 2009 che videro candidato (vincitore) sindaco Matteo Renzi. E poi nel 2009 il “salto” alla prima linea, con la candidatura a Consigliere per il Quartiere 2 cittadino, dove è eletto e per cinque anni può portare tutta la sua esperienza professionale al servizio della cittadinanza come Presidente della Commissione politiche giovanili. Al centro della sua attività la creatività giovanile, l’aggregazione, l’associazionismo, cercando di portare attenzione sui bisogni dei ragazzi, attivandosi per trovare loro “spazi” dove coltivare le proprie passioni. Uno sguardo al futuro ma con una particolare attenzione al passato: sia nella sua professione che nell’attività politica ha dato vita ed ha portato avanti, assieme all’ANPI ed a molti docenti di scuole medie e superiori, numerosi progetti su “giovani e memoria”, consapevole che non ci sia un futuro migliore se si ignorano gli errori del passato.

LE SCUOLE SI PRESENTANO

Ritorna “Le Scuole si presentano”. L’appuntamento con l’edizione numero quattordici della rassegna di orientamento scolastico è al Saschall di lungarno Moro, venerdì 14 e sabato 15 gennaio dalle 10 alle 19, ingresso libero. Organizzata dal Quartiere 2 in collaborazione con l’assessorato comunale all’Istruzione, l’iniziativa offre due giornate di incontro e informazione tra gli istituti scolastici, i ragazzi della scuola dell’obbligo e le loro famiglie, per fare chiarezza tra le numerose offerte formative e orientarsi nelle scelte di studio future. Saranno presenti oltre 40 scuole superiori fiorentine e del suo comprensorio, dai licei agli istituti tecnici e professionali fino agli istituti alberghieri e al conservatorio Cherubini. Ciascuna scuola si presenta in uno stand dove insegnanti e operatori qualificati forniranno alle famiglie e ai ragazzi materiale informativo sulle attività dell’istituto e progetti e convenzioni con altri istituti europei. Il successo de “Le scuole si presentano”, che conta ogni anno circa 6000 presenze, è originato dalla crescente differenziazione e complessità dell’offerta formativa che ha portato dei cambiamenti nella scuola e una forte domanda di informazione da parte delle famiglie. Da segnalare la partecipazione dei centri di formazione professionale del Comune e del Servizio di Orientamento della Provincia che svolgono un importante ruolo contro la dispersione scolastica e per migliorare la qualificazione professionale. L’accoglienza del pubblico è affidata ai ragazzi degli istituti ad indirizzo turistico/alberghiero Saffi e Buontalenti che, guidati dei loro insegnanti, organizzeranno dei buffet per i visitatori.
All’interno della manifestazione ci sarà un incontro di approfondimento di alcuni temi con la tavola rotonda “Quale scuola per il futuro?” venerdì 14 gennaio alle 10 presso la saletta incontri del Saschall a cui prenderanno parte Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’Istruzione del comune di Firenze e i dirigenti scolastici Masimo Batoni, Giancarlo Fegatelli, Paolo Collini, Lucia Anna Calogero, Elisabetta Bonalumi. Introdurranno Gianluca Paolucci e Marco Colangelo, rispettivamente Presidente del Quartiere 2 e Presidente della Commissione Politiche Giovanili. Info, 055 2767837/7853.

Camillo Cavour, duecento anni dalla nascita. Grandezza del personaggio. Attualità dell’insegnamento.

Camillo Benso conte di Cavour (Torino, 10 agosto 1810-6 giugno 1861) è stato l’artefice politico dell’unità d’Italia.

Economista, giornalista, fu fondatore, con Cesare Balbo, e direttore del giornale Il Risorgimento; e poi, negli anni tra il 1852 e il 1861, capo del governo del Regno di Sardegna. La politica ecclesiastica (Libera Chiesa in libero Stato), la politica istituzionale (con l’interpretazione parlamentare dello Statuto), quella economica accompagnata dalla costruzione di fondamentali opere pubbliche (trattati commerciali con i Paesi europei, linee ferroviarie, canali d’irrigazione, sistema carcerario), la politica estera (alleanza con Francia ed Inghilterra, guerra di Crimea, congresso di Parigi, seconda guerra dell’indipendenza italiana), una politica interna di alleanze (connubio con la sinistra moderata di Urbano Rattazzi, collaborazione con la Società Nazionale di Giuseppe La Farina, Daniele Manin, Giuseppe Garibaldi, Ferdinando Bartolommei) furono i pilastri della sua attività politica, della sua opera eccezionale che condusse alla realizzazione di uno Stato nazionale indipendente, unito e libero, con la proclamazione, nel marzo 1861, di Vittorio Emanuele II di Savoia Re d’Italia.

Preziosa la sua cultura europea, alimentata da influenze ginevrine ed inglesi; straordinario il suo senso dello Stato, che lo qualifica, insieme al Bismarck, il migliore statista europeo dell’Ottocento; razionale e pragmatica la sua geniale attività politica. Cavour è stato – ed è ancora – più stimato che amato.

A Firenze un monumento a lui dedicato – anche questo, per la verità, sconosciuto al largo pubblico – si trova nell’atrio della Banca d’Italia, in via dell’Oriuolo. E’ opera dello scultore Augusto Rivalta, che rappresenta lo statista piemontese seduto, in atteggiamento meditativo, al di fuori dei canoni consueti alla ritrattistica ufficiale, con un tipo di realismo che infonde all’immagine una monumentalità forse superiore a quella espressa da altre rappresentazioni più “celebrative” del politico piemontese.

Primato della politica, laicità dello Stato, ruolo ed importanza del Parlamento, cultura del dubbio, metodo della critica, del dibattito e delle alleanze, sono caratteristiche che rendono attuale la storia, la personalità, l’insegnamento del Cavour.

Ci sono ottimi libri che raccontano questo nostro grande: la “Vita di Cavour” di Rosario Romeo, il “Cavour” di Luciano Cafagna, la “Vita di Cavour” di Giorgio Dell’Arti, il recentissimo “Cavour” di Adriano Viarengo – per citare solo alcuni tra i principali, tutt’oggi nelle librerie – sono letture che vorrei raccomandare agli amici di Pensalibero, ai cittadini italiani.

Qui fa piacere riportare le ultime parole (che certo – spero – molti conosceranno) del grande liberale, dette al Re Vittorio Emanuele, venuto a visitarlo sul letto di morte: “Ho molte cose da comunicare a Vostra Maestà, molte carte da mostrarle, ma sono troppo ammalato, le manderò Farini (Luigi Carlo Farini, fedele collaboratore politico, scienziato e medico, n.d.r.) che le parlerà di tutto in particolare… niente stato d’assedio, nessun mezzo di governo assoluto, tutti son buoni a governare con lo stato d’assedio… Garibaldi è un galantuomo, io non gli voglio alcun male. Egli vuole andare a Roma e a Venezia, e anch’io: nessuno ne ha più fretta di noi. Quanto all’Istria e al Tirolo è un’altra cosa. Sarà il lavoro di un’altra generazione. Noi abbiamo fatto abbastanza; noialtri:  abbiam fatto l’Italia, si, l’Italia, e la cosa va…”.  E al sacerdote, padre Giacomo da Poirino, che gli impartì i sacramenti “senza esigere – scrive Indro Montanelli – alcuna ritrattazione” delle sue idee, ripeté ancora: “… frate, frate, libera Chiesa in libero Stato”.

Adalberto Scarlino