Un sorriso che vale più di un gol!

Cristiano e Maurizio. Due fratelli. Un sorriso. Una gioia. Nello sport. Nel calcetto. Sono loro i vincitori morali del primo torneo di calcio a cinque del Nido di Pippi. Cristiano e Maurizio. Due fratelli. “Figli” di Roberto. Grande e grosso. Perché grande e grosso è il suo cuore. E quello di sua moglie, Elisa. E grande e grossa è la loro capanna. Un grande Nido, il Nido di Pippi. Passato brevemente per questo mondo. Ma quanto è bastato per lasciare a Roberto e ad Elisa tanto amore. Per la vita. Per il prossimo. E così, assieme ai loro tre figli, hanno accolto nel loro nido Cristiano, Maurizio ed altri sei “figli”. Una grande famiglia. Che assieme ad altre famiglie hanno dato vita ad una associazione, il Nido di Pippi appunto. Nato perché a tutti possa essere garantito quel principio naturale e sacrosanto, che sembra ovvio ma ovvio non sempre è: avere un babbo ed una mamma. Queste famiglie vogliono, unite, diffondere questa straordinaria cultura dell’accoglienza e dare un supporto a tutte quelle famiglie che desiderano intraprendere il loro percorso. E vogliono anche sensibilizzare la classe politica, e stimolare un dibattito, perché queste famiglie possano essere agevolate nell’accoglienza di bambini, specialmente quando presentano disabilità. E, poiché i finanziamenti pubblici non sono mai sufficienti, organizzano eventi, manifestazioni, ritrovi e quanto altro di utile a reperire fondi per portare avanti la loro attività. Il Nido di Pippi, dunque, è una straordinaria esperienza di amore per la vita. Un esempio di coraggio, di animo e di volontà in un momento nel quale tutti i valori sembrano spazzati via, una piccola luce di speranza perché un mondo migliore sia possibile. A proposito: sabato scorso, come detto, si è svolto il primo torneo di calcio a cinque per il Nido di Pippi. E non ha importanza chi abbia vinto o perso, sul campo. Hanno vinto tutti, interiormente. Per due ore, tutti “figli” di una grande famiglia. Grazie Roberto!  p.s. chi volesse può approfondire visitando il sito oppure la pagina ufficiale dell’associazione su Facebook.

Pubblicato su 055news.it

Il mondo non si esaurisce nel binomio fascismo-comunismo

Ho scoperto che non c’erano solo comunisti o fascisti, ma che c’erano anche liberali, repubblicani, socialisti (anche loro cattivi, Craxi cattivone), socialdemocratici, democristiani. Ho scoperto che non ci sono stati solamente Mussolini ed Hitler ma anche Stalin, Lenin, Mao.

RIFLESSIONI DI UN GIOVANE CHE AMA LA POLITICA

Ci è sempre stata raccontata una Storia innestata sul dualismo bene e male, e nella rossa terra toscana non poteva che essere il bene rappresentato dal comunismo ed il male dal fascismo.
Questa Storia ci dice che è grazie al comunismo se l’Italia è oggi nazione libera e unita. Ci insegna, e ci ha provato a dimostrarlo, che Andreotti e Moro sono stati dei delinquenti e che le Brigate Rosse hanno fatto proprio bene ad accoppare quelli che hanno accoppato. Ci insegna, la Storia contemporanea, che Sofri è un martire.
Questa almeno è la Storia che fino a qualche hanno fa è stata inculcata anche a me. Poi ho iniziato a studiarla per conto mio. Ho scoperto che non c’erano solo comunisti o fascisti, ma che c’erano anche liberali, repubblicani, socialisti (anche loro cattivi, Craxi cattivone), socialdemocratici, democristiani. Ho scoperto che non ci sono stati solamente Mussolini ed Hitler ma anche Stalin, Lenin, Mao.
Ho analizzato i dati della storia. I numeri. Ed ho scoperto che comunismo e fascismo (o rappresentazione dell’estremismo di destra in generale) hanno prodotto, la dove si sono concretizzati al potere, lo stesso risultato: morte, distruzione, repressione. Ho scoperto che Togliatti non era un santo. Che il primo presidente del comitato di liberazione nazionale è stato un liberale.
Ho letto Pansa ed ho scoperto il dramma della guerra civile. Ho scoperto le foibe. Ed ho ancora di più radicato in me la convinzione che gli estremismi sono comunque sbagliati.
Dapprima ho capito. Poi ho provato ribrezzo.
Ho provato ribrezzo nel vedere sul sito dei giovani comunisti delle vignette, al riguardo delle foibe, raffiguranti dei comunisti che spingono nelle fosse dei fascisti. Ed ho provato ancora più sdegno sentendo le parole del segretario dei Comunisti Italiani, Diliberto, che ha giustificato questi fatti con la contrapposizione al revisionismo storico che tenta di screditare i martiri di sinistra a favore dei criminali di destra e che dimentica che i comunisti hanno fatto l’Italia.
Lo stesso Diliberto che mi ha ancora più nauseato sfilando in piazza, al fianco del fiero compagno Rizzo, al coro di “uno, cento, mille Nassirya” bruciando bandiere israeliane inneggiando a Palestina e Intifada.. Fatti non direttamente compiuti ma ai quali ha dato pieno appoggio partecipandovi in prima persona.
Sembra giustificarsi Diliberto con un pensiero che probabilmente lo attanaglia quotidianamente: “Io sono comunista, orgoglioso di esserlo, e sono dalla parte buona!”
Ancora molti oggi credono alla buona novella. Eppure solo un cieco non può vedere come il revisionismo se lo siano fatto a proprio uso e consumo. Ma non c’è peggior cieco di colui che non vuol vedere.
Rari intellettuali di sinistra che criticano la loro appartenenza. Nel 2001, poco prima di morire e forse proprio per questo meno attento al non crearsi nemici, il grande Giorgio Gaber ci ha lasciato una immagine chiara e precisa di cosa sia oggi il comunismo italiano nella sua canzone “la mia generazione ha perso”. In essa si dice Qualcuno era comunista… perché era emiliano, perché glielo avevano detto, perché guardava solo rai tre… ma soprattutto Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.
Ed avevi proprio ragione Gaber. Perché atteggiamenti come quelli sopra descritti sono sempre stati additati dalla sinistra come tipicamente fascisti, eppure oggi non lesinano di adoperarli pur di attingere nuovi voti alle faide più estremiste e violente della pseudo sinistra.

Claudio Tirinnanzi

Pubblicato su Pensalibero.it

Ancora canti

La storia siamo noi. Dunque, è vero?!
Ricordo ancora nel mio angolo dei ricordi, quelli più tristi, una domenica (o sabato?) pomeriggio a casa di amici, la tristissima notizia. Io che giovanissimo mi ero “innamorato” di lei da pochi anni, che nulla sapevo di quello che era stata, di cosa aveva passato. Il 1992. E’ lanno del Festival, per me. E lei la prima donna. E quel giorno ho pianto. Ma non ero il solo. Non ho dimenticato. Sono passati 10 anni. Già! Passa il tempo, cavolo! Ed è già storia. E se questa donna è nella storia, voglio seguire la sua forza, la sua tenacia. Voglio vivere fino in fondo. Tu hai mollato. Non so se ti ami ancora. Adesso, certo, non ti scordo. Hai mollato, ed il perché è con te. E non ti giudicare. Ancora canti.

Claudio Tirinnanzi

Lacrime di guerra

c’era una volta una storia molto triste
di bambini donne e vecchi
di uomini come noi

e nella stessa storia c’erano altri
altri uomini come noi
altre donne come noi

e i bambini piangevano nel vento….

e tutto era grigio
e tutto era polvere
nel cuore del vecchio continente

e gli anni passarono
e le storie cambiarono
e molti dei bambini però continuarono a piangere nel vento

e raccontavano ai nuovi bambini come piangevano nel vento
e ricordavano il tono del pianto dei bambini che non piangono più
perché così hanno voluto delle gente come noi

e i bambini col progresso ascoltavano i pianti moderni del passato
e le mamme e i babbi non piangono come quei bambini , perchè?

e sono passati tanti e tanti anni
molti bambini hanno smesso di piangere
e sono andati a “giocare” con gli altri bambini

ma un ultimo bambino continua a piangere
e altri stanno seguendo il suo pianto
e altra gente come noi sta tornando a farli lacrimare

alle soglie del duemila
sulle porta del progresso
quei bambini tornano a piangere
e il pianto si disperde lontano lontano

e lassù anche i bambini che giocano smettono
e tornano a piangere
a piangere per noi

piangono perché il loro sacrificio non ci ha fatto capire nulla

e per sempre sentiremo il loro pianto
e non ci resterà unirsi a loro

Claudio Tirinnanzi